venerdì 12 dicembre 2014

Mizarts (Intervista)

La contaminazione e il melting pot sono ormai le coordinate riconosciute della società contemporanea. Ma se la commistione di culture ed esperienze è, a livello sociale, un dato di fatto ineluttabile spesso imposto dalle contingenze storiche e perciò da maneggiare con cura, per alcuni è una scelta di rotta; Francesco Picciani, grafico e web designer, e Laura Cavaliere, fotografa diplomata all’ISFCI di Roma, entrambi abruzzesi, hanno fatto confluire le proprie energie nel progetto Mizarts, nato a Pescara sotto il segno della cooperazione artistica e della convergenza di idee multiformi.  Mizarts è uno studio artistico polifunzionale con shop annesso, ma anche e soprattutto uno spazio aperto: è un laboratorio che aspira a fungere da collettore tra le forze artistiche locali, spesso non adeguatamente valorizzate ma non per questo meno valide di realtà più affermate a livello “ufficiale”.  Francesco e Laura dichiarano di aver ricevuto questo imprinting segnato dalla contaminazione già durante la loro formazione, avvenuta a Roma, città votata al melting pot; la scelta che li accomuna esplicitamente “è l’obiettivo fisso della collaborazione: uniamo spesso la grafica con la fotografia mantenendo comunque il nostro stile, collaboriamo con altri creativi quali illustratori, pittori e scrittori… e crediamo che, con le giuste capacità, insieme ci si possa accrescere infinitamente. Abbiamo uno stile molto diverso l’uno dall’altra, ma questo non ci ha mai bloccato, anzi! Molto spesso grazie alla diversità ci siamo migliorati a vicenda”. Le esperienze di artisti esterni sono sin dalla nascita la linfa vitale di Mizarts: dopo la collaborazione con un giovane scrittore, che ha dato vita a un progetto di scrittura e arti visive, confluito ora nel blog Endorfinae, Mizarts ha ospitato un giovanissimo pittore-fumettista, Alessandro Chiarappa, che ha dipinto dal vivo, e accoglie un graffito di Kunos, uno dei più grandi writer pescaresi. “Inoltre stiamo promuovendo la vendita di due brand completamente handmade, L.A.D. e ArtShoes: il primo è un brand di felpe, il secondo di scarpe dipinte su richiesta. In futuro non ci poniamo limiti!”.
Prestando fede alla dichiarazione d’intenti, Francesco e Laura hanno anche concepito un evento che varca i confini delle arti visive, chiamando in causa la musica: venerdì 12 dicembre alle ore 18.00 i Two Fates, electrolooping duo da Colonnella, proporranno al pubblico alcune anticipazioni del nuovo album, previsto per i primi mesi del 2015, dopo il successo dell’EP d’esordio /tree; sebbene abbiano inclinazioni musicali molto diverse, i fondatori di Mizarts affermano che, anche in questo campo, ciò che più li contraddistingue è il cross-over: “Francesco viene dal rap old school, avendo avuto anche un gruppo da ragazzo, io (Laura, n.d.r.) ho sempre ascoltato principalmente metal e hard rock”.
Se è difficile incasellare le preferenze e indirizzare la curiosità tentacolare dei due artisti, ancor più arduo è tentare di catalogare il progetto alla radice di Mizarts: lo studio si occupa di tutto ciò che riguarda la grafica e la fotografia, a partire dal logo, per arrivare alla costruzione della brand identity, e alla costruzione di siti web; Francesco e Laura si sono già dedicati, in sinergia con altri ragazzi, alla realizzazione di videoclip, e a breve intraprenderanno una collaborazione con una nascente sala prove/studio di registrazione. La speranza che sta alla base del concetto di Mizarts non è solo di poter offrire un’alternativa al problema di dover consultare professionalità diverse per poter completare i vari step realizzativi del processo creativo, ma anche di affermarsi come esempio e punto di riferimento quale potenziale “terza via” all’interno dell’ambiente artistico. Il panorama attuale, in primis italiano, abbandona gli artisti  nella solitudine dell’iniziativa personale o, nel caso di pochi apparentemente più fortunati, in balia del supporto del mecenatismo: principalmente, e in primis in Italia, vanno abbattute alcune barriere che impediscono alla creatività di diventare lavoro, e solo attraverso movimentazioni e collaborazioni è possibile emergere da uno scenario che non conosce vie di mezzo

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