lunedì 22 dicembre 2014

Gran musica e aneddoti fuori di testa: intervista ai Valerian Swing

Raggiungo Arona mentre l'inverno inizia ed un freddo porco (lo si sente grugnire fin da qua) avvolge l'intera città. Poco importa, a scaldarmi c'ha pensato il live dei Valerian Swing (David, Alan e Steve), assolutamente fenomenali nonostante si siano dovuti sorbire un tot di domande dal sottoscritto durante la cena. Domande che trovate qua sotto.

La cover del vostro disco, così come i titoli di alcune canzoni, rimandano come immaginario allo spazio siderale. A cosa è dovuta questa scelta?

D Credo che dopo dischi precedenti in cui ci siamo sbizzarriti, complice anche la giovane età, ad inserire nella cover o nei pezzi ogni suggestione che ci veniva in mente abbiamo sentito la necessità, con questo che è l'album della maturazione, di trovare anche dal punto di vista grafico un immaginario che potesse racchiudere quel qualcosa che ci si riproponeva ascoltando i pezzi. Questo era lo spazio, così abbiamo deciso di seguire questo concept anche se dal punto di vista musicale non ci siamo forzati di fare in modo che ogni traccia richiamasse le altre...l'idea di base era di fare di questo disco come una bomboniera, piena di confetti racchiusi in una bella confezione, e ci sembrava che il tema spaziale fosse qualcosa che si sposava bene con le atmosfere dei pezzi più recenti.

A In realtà all'inizio avevamo pensato al mare, poi abbiamo virato sullo spazio e abbiam finito per sembrare modaioli vista l'uscita di film come Gravity ed Interstellar.

S Una cosa puramente casuale, visto che c'abbiamo pensato a fine 2013. Abbiamo azzeccato il momento!

Sia per A U R O R A che per il precedente A Sailor Lost Around The Earth avete lavorato col produttore Matt Bayles (Mastodon, Isis, Botch, Russian Circles). Come siete entrati in contatto e com'è stato lavorare con lui?

S Noi siamo cresciuti con Isis, Botch e tutta questa scena, ed è grazie a questi lavori che ci hanno influenzato che l'abbiamo conosciuto. Siamo entrati in contatto con lui in maniera molto semplice, mandando una mail alla sua manager per fargli ascoltare una pre-produzione che lui ha apprezzato abbastanza da decidere di lavorare con noi a Seattle.

A Mentre David faceva l'ultimo take di batteria io ho avuto la brillante idea di andare a vedere i filmati di Mastodon, Botch e Russian Circles che registravano con Matt, e il pensiero di dover fare la stessa cosa il giorno dopo mi ha portato a sputtanare una mattinata intera perchè per la tensione non riuscivo a suonare una nota.

S Matt è uscito dicendomi “Guarda non so cosa sta succedendo, forse sono io che lo metto a disagio”. (Ridono)

A Il suo metodo di registrare è fuori di testa. Invece di registrare parte per parte lui ti fa suonare lo stesso brano per tutto il giorno, dicendoti “vedrai che alla fine lo suoni bene”.

S Voleva essere sicuro, visto che era la prima volta che lavoravamo assieme ed il precedente disco era anche più “pazzo” musicalmente, che tutto si incastrasse bene. Pensavamo che puntasse più sui suoni mentre abbiamo scoperto che la sua priorità è l'esecuzione del brano. Ha un senso del timing incredibile, e ci ha fatto crescere tantissimo. La seconda volta, visto che si è trovato bene, gli abbiamo chiesto di venire in Italia per due settimane: l'abbiamo anche portato a vedere la Juve a Torino ed il Milan a San Siro visto che è un grande appassionato di calcio!

A U R O R A è un disco pieno di suoni, da varie chitarre che si incrociano fino a tastiere e fiati. Avete preso in considerazione la prospettiva di ampliare la vostra formazione dal vivo?

S Sinceramente no. Attraverso un pedale loop riesco a mandare in sincrono più parti di chitarra, una cosa che ormai mi viene naturale dopo anni che lo faccio, e stiamo pensando di attrezzarci col nostro fonico di fiducia per far partire delle basi preregistrate con gli strumenti mancanti nei punti in cui serve. Il nostro impatto live comunque è assolutamente basato sulla formazione attuale.

A Suoniamo assieme da quando avevamo quattordici anni, inserire un altra persona ci risulterebbe come far partecipare un estraneo all'orgia. Abbiamo anche provato con altra gente, con dei cantanti, ma dal disco precedente abbiamo trovato definitivamente la nostra situazione ideale nella formazione a tre.

Pensate che il fatto di fare musica quasi esclusivamente strumentale apra le porte più al mercato estero che a quello italiano?

S Aiuta sicuramente ad abbattere alcuni confini. Rispetto al gruppo italiano che canta in inglese, che ha delle difficoltà a risultare credibile all'estero, si hanno più possibilità, anche se il bacino d'utenza del genere è ovviamente più ristretto. In Italia il nostro seguito è decisamente aumentato negli anni, però in paesi come Germania ed Inghilterra c'è sicuramente più attenzione per questo tipo di proposta musicale.

In un'intervista coi Gazebo Penguins, vostri conterranei, eravamo finiti a discorrere della grande concentrazione di band della vostra zona. Per loro non si può parlare di una vera e propria scena quanto di una situazione di amicizia e supporto vicendevole. Pensate la stessa cosa al riguardo?

S Mi trovo d'accordo. Con Gazebo Penguins, Death Of Anna Karina ed Ornaments ci siamo trovati a provare tutti nella stessa sala prove in mezzo alla campagna, cosa che ci ha portato negli anni a mantenere un rapporto di amicizia e stima reciproca al di là della proposta musicale.

A Siamo anche in una zona con tanto spazio e poca gente ed è normale finire per conoscersi tutti ed anche influenzarsi a vicenda. Io Sollo (bassista dei Gazebo Penguins) lo conosco da quando avevo diciassette anni, abbiamo fatto la prima data live loro e nostra assieme qualcosa come dodici anni fa, siamo cresciuti insieme lì dove non c'era niente.

S I Gazebo me li ricordo quando cantavano ancora in inglese alla festa dell'unità davanti a dieci persone, vedere quello che sono diventati adesso mi fa un piacere immenso e mi dà anche una sensazione strana! (Ride)

Ho letto che siete stati passati dalla BBC Londra, com'è stata la vostra reazione alla notizia?

S Ci ha chiamati questo tizio che conduce un programma sulla BBC chiedendoci il testo di una traccia del nostro nuovo album, una cosa del tutto inaspettata. Abbiamo poi scoperto che è stata la nostra PR per l'Europa che gli aveva mandato il disco, per nostra fortuna è piaciuta e così siamo stati passati di domenica alle nove. E' stato decisamente bello e strano!

A U R O R A è uscito come coproduzione fra svariate etichette, di cui la maggior parte estere oltre all'italiana To Lose La Track. Com'è nato questo connubio?

S Sono tutte cose nate da amicizie passate, gente conosciuta negli anni. Volevocoinvolgere più etichette in Europa in modo da dividere le spese fra tutti, Luca di To Lose La Track ha poi avuto questa idea di far uscire il vinile di un colore diverso per ogni label che è stata ottima per rendere ogni copia diversa. L'etichetta danese (Subsuburban) è quella che aveva fatto uscire ai tempi A Sailor Lost Around The Earth in vinile ed ha accettato anche stavolta di essere coinvolta, la Cavity Records statunitense è un'etichetta amica della Magic Bullet, ovvero quella che aveva fatto uscire il precedente disco oltreoceano e che, non potendo fare parte della release, ha chiesto un po' in giro fino a trovare il proprietario di Cavity che è un nostro fan, mentre l'etichetta inglese (Small Pond) è fra gli altri di Dave dei Delta Sleep, un gruppo inglese a cui abbiamo trovato delle date qui in Italia e che ha accettato di fare del nostro disco la loro prima uscita. Anche le date che abbiamo appena fatto in Inghilterra le abbiamo trovate grazie a lui, due bellissime serate sold out, ed alla fine è tutto nato grazie ad un supporto reciproco.

Cosa pensate che sia cambiato principalmente nella vostra musica col tempo?

A Adesso cerchiamo di fare cose più dirette, mentre quando abbiamo iniziato volevamo attirare l'attenzione facendo cose che stupissero tanto. Il nostro primo disco aveva molti tecnicismi ed era studiato per essere la cosa più scoppiata possibile, prendendo sempre più consensi poi col tempo abbiamo sentito il bisogno di essere più sintetici per arrivare a più persone.

S Questo ci permette anche di avere un migliore impatto live. Quando si è giovani si tende ad estremizzare, ora abbiamo la maturità per capire quando è il caso di fare una cosa matta e quando tornare verso qualcosa di più lineare...abbiamo imparato a bilanciare meglio i due lati della nostra musica, quello melodico e quello schizofrenico. A U R O R A si presta ad un ascolto più tranquillo rispetto ai dischi precedenti, senza che ti venga automatico focalizzarti sulle varie sfumature che però, ad un ascolto più attento, vengono fuori.

Negli ultimi anni ho notato una riscoperta, soprattutto nel panorama indipendente, del vinile. Pensate che ci sia più attenzione da parte del pubblico per questo tipo di formato?

S All'estero sicuramente, vendono molti vinili...più che in Italia.

A Io non ho un giradischi, eppure compro i vinili! A Genova c'è un negozio di dischi che si chiama Taxi Driver, di proprietà di un membro dei Gandhi's Gunn, che è specializzato in vinili ed è uno dei pochi negozi che riesce a rimanere aperto pur vendendo perlopiù musica underground. C'è una vera e propria riscoperta, io e Steve abbiamo comprato una copia a testa dell'edizione limitata di Lateralus dei Tool a 50 euro anche se avevamo già consumato il cd negli anni perchè sentivamo di doverlo avere. Qualcosa si sta muovendo anche in Italia, noi ad esempio siamo più interessati ad avere la copia vinile all'uscita piuttosto che il cd.

S Per il vecchio disco i ragazzi di Copenaghen avevano fatto un ottimo lavoro, e ad oggi di 500 copie stampate del vinile ce ne rimangono solo una ventina.

A E' che le orecchie negli ultimi anni si sono abituate troppo alla pessima qualità da mp3, un ascolto da cuffiette. Da un tizio a Lione abbiamo ascoltato un vinile di non mi ricordo che gruppo su un impianto fantastico a valvole, e la musica usciva in maniera molto più corpulenta.

A proposito di vinili ho visto che la cover del vostro disco è fra le finaliste del Best Art Vinyl 2014. Chi è che l'ha realizzata e quali altre cover nominate vi hanno colpito particolarmente?

S E' tutto merito di Luca di Solomacello che ha creato la copertina, ha fatto veramente un gran lavoro. Ovviamente, potendo votare i primi tre posti, abbiamo dato il primo voto a noi stessi come i politici che si autovotano nella cabina elettorale, ma ci sono piaciute molto anche quelle degli Storm (O) e di Johnny Mox, quest'ultima sempre realizzata da Luca.

Visto che ci avviciniamo a fine anno vi chiedo un voto per quello che secondo voi è il miglior album dell'anno.

S Questa è difficile..mi sa che non abbiamo ascoltato niente nel 2014! (Ride)

D Sai che faccio fatica a ricordarmi se le cose che ho ascoltato sono uscite quest'anno oppure no? Faccio fatica a collocare temporalmente gli ascolti...posso votare la messa in musica di Giosuè Carducci di Fiorello?

A Io sono rimasto colpito molto dal lavoro degli Antemasque, il nuovo progetto di Cedric e Omar dei Mars Volta. Sono un grande fan del gruppo e per me è stato un fulmine a ciel sereno il loro scioglimento, oltretutto si erano lasciati male da quel che ne sapevo...poi esce questo misterioso gruppo con loro due ancora insieme ed invece di qualcosa di simile ai Mars Volta parte questo pop punk anni 80 lontano anni luce dalla loro produzione. Ai primi ascolti pensavo che ci fosse qualcosa di strano, poi mano a mano ci sono entrato dentro e mi sono convinto che quando fanno le cose le fanno col cuore, e ti ci fanno credere nella loro musica.

D Ce l'ho! I Death Grips, con Zac Hill alla batteria!

S Penso che il mio sia l'ultimo degli Adebisi Shank, un gruppo irlandese che esce sotto Sargent House. Purtroppo si sono sciolti ma il disco è molto figo.

Ho letto attraverso facebook qualche aneddoto strano relativo al vostro ultimo tour europeo, cosa ci potete raccontare al riguardo?

D Guarda ne ho uno ma è lungo...La storia è questa: penultima data dell'ultimo tour europeo, suoniamo a Cheb. Sai dov'è Cheb? No? Neanche io, è un posto al confine fra Germania e Repubblica Ceca dimenticato da Dio, dove il promoter ci aveva già fissato un paio di date precedentemente, concerti andati anche bene. Le altre volte avevamo dormito in un albergo dove lavora il promoter ma stavolta era pieno, così ci dice “stasera dormite da lui”: il lui, che chiamavano Snake e sembrava una versione strafatta di Jay Kay dei Jamiroquai, alle sette di sera era già sbronzo che rantolava sul bancone, ed era un personaggio che avevamo già conosciuto in precedenza perchè cercando di parlarmi di batteria non faceva altro che fare dei rumori da beatbox visto che non sapeva una parola di inglese. Io l'avevo già vista male e ho proposto agli altri di prenotare un bed and breakfast al volo, però loro hanno preferito fidarsi convinti che avesse una casa. Finiamo di suonare ad un orario impossibile ed attorno sono tutti sbronzi, mi giro e vedo Snake che parla con una specie di ricetrasmittente e ogni tanto butta la testa in mezzo alle tette di una matrona vicino a lui, alle quattro del mattino passate il gestore del locale ci dice “adesso vi portiamo a dormire da Snake” e si mette a ridere. Io mi azzardo a chiedere se c'è l'acqua a casa sua e questo scoppia di nuovo a ridere, mettendosi poi a parlare in ceco e probabilmente sfottendomi...mi risponde dicendomi che c'è tutto quello che posso chiedere: quattro pareti, un pavimento ed un tetto, grandi premesse! Partiamo e ci portano in mezzo al niente in Repubblica Ceca, accostiamo vicino ad una casa ma lui non entra lì e si inoltra in mezzo ai campi: scopriamo così che volevano ospitarci in un capanno degli attrezzi in mezzo ad un campo, quando aprono la porta si mettono a ridere e avremmo pensato ad uno scherzo se non fosse che il gestore del locale si butta per terra a dormire lì. In mezzo alla merda di cane, senza un pavimento visto che c'erano giusto due assi di legno e per il resto terriccio, con l'acqua che entrava dal tetto e pieno di ganja ovunque: una cosa ai limiti dell'assurdo, erano le cinque del mattino ormai ed essendo in mezzo al nulla piuttosto che dormire lì abbiamo preferito dormire nel furgone. Oltretutto il giorno dopo dovevamo andare a suonare in Germania e subito dopo il concerto tornare in Italia, in pratica non abbiamo dormito un cazzo per due giorni.

Ce ne sarebbe anche un'altra: ci è capitata in Polonia in un locale dove hanno suonato un sacco di gruppi post rock fighissimi, dai Maybeshewill ai This Will Destroy You, e che ha la caratteristica di avere degli appartamenti sopra dove fanno dormire le band. Abbiamo suonato con un gruppo di danesi, la serata è andata di merda perchè c'erano due persone e hanno cercato anche di tagliarci il cachet, oltretutto c'erano i nostri poster promozionali che gli avevamo spedito sotto il palco manco appesi...i danesi presi male vanno fuori a sbronzarsi, noi che non beviamo perchè abbiamo la peggior attitudine rock di sempre andiamo a dormire. Questi arrivano ad un orario impossibile completamente sbronzi, erano in sette e tutti giganti, uno di loro talmente fuori che tirando un pugno ad una vetrina si è sfondato la mano e ha lasciato sangue su tutta la parete...un altro è praticamente svenuto sulla brandina dove dormivo e me l'ha sfondata! Erano completamente ingestibili, vomitavano in camera...alla fine siamo dovuti andare a dormire sdraiati nei bagni dell'appartamento. Il giorno dopo si sono scusati, ma lì ci siamo comunque un po' incazzati. (Ride)

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