venerdì 15 aprile 2011

Intervista ai Marlowe



I Marlowe vengono dalla Sicilia. Con il loro quarto album, "Fiumedinisi", raggiungono una maturità artistica ineccepibile. Non per nulla la critica unanimemente ha eletto questa loro ultima prova come una delle più valide degli ultimi anni. Fiumedinisi è un crogiolo di influenze, liquide, sognanti, eteree, dalle tinte noir. Liriche ispirate e poetiche appena sussurrate, immerse in spazi sonori a tratti oblianti e oscuri. I Marlowe, come dicono loro stessi, "devono tutto alla notte". Un gruppo che merita di entrare senza ombra di dubbio tra i grandi della scena rock italiana. Per questo ho voluto porre qualche domanda a Salvo Ladduca, cantante della band...

Parlaci brevemente delle vostre tappe come band. Come vi siete conosciuti, come è nato il gruppo...


I Marlowe nascono nel 1998, eravamo in un bar a parlare di musica, di cinema e di varie storie e lì abbiamo deciso di fondare il gruppo. Da quel giorno tanti festival, live, 2 EP e svariati cambi di formazione fino ad arrivare al 2005 quando con l’ingresso di Marco Giambrone e Paolo Indelicato si è trovato il giusto equilibrio.

Il nome Marlowe deriva da Christopher o Philip ?

Al di là di ogni cosa il nome Marlowe ci piaceva, penso che quello che facciamo rispecchi molto il carattere inquieto di entrambi i personaggi e penso che sia stato il caso a trovare il nome giusto per vestire la nostra musica in maniera elegante.

Fiumedinisi è stato inserito nella classifica dei migliori dischi italiani del 2010.. Un album onirico e notturno che sfiora l'oscurità senza immergervisi dentro. Oblio, malinconia e poesia. Avete aspettato quasi quattro anni se non erro a presentare questo lavoro. Cos'è successo nel frattempo ? Ti va di raccontarci anche la genesi di Fiumedinisi ?

Dopo “Mai Perdonati” del 2006 c’è stata un’intensa attività live che è durata circa due anni e intanto scrivevamo delle canzoni nuove, molto affini al disco accennato. Avevamo dei pezzi pronti per un nuovo lavoro che praticamente sarebbe stato la continuazione della nostra vena folk di quel periodo, ma andando avanti ci siamo scontrati con la necessità di esprimere altri concetti in forme stilistiche differenti. Ricordo che da quella riflessione ne è seguito un anno di pausa dedicato all’ascolto di musica classica, alla lettura, un certo rilassarsi assorbendo dischi che hanno segnato la mia vita e che apprezzavo molto in quel determinato periodo, fra questi Scott Walker , Joy Division, Wire, Nick Cave and Bad Seeds, Fabrizio De Andrè, The Drones, Low, My Bloody Valentine e tanti altri. “Fiumedinisi” ci ha colti di sorpresa e ci ha portati fluidamente in quel percorso in cui si identifica l’album, abbiamo impiegato sei mesi nella stesura delle composizioni e proprio nel paese di Fiumedinisi, dove ha sede l’Eye&Ear Studio, abbiamo smussato gli angoli delle canzoni e creato le giuste atmosfere per avvolgere le undici tracce.

Proprio in questi giorni ascoltavo l'ultimo album di Cesare Basile. Un grandissimo disco. In che rapporti siete con Cesare che ha curato la produzione artistica dei vostri precedenti lavori allo Zen Arcade assieme a Marcello Caudullo ?

Con Cesare e Marcello c’è stata da sempre una grande e sincera amicizia e un solido rapporto professionale, hanno dato tanto ai Marlowe e siamo felici che la vita ce li ha fatti incontrare nel nostro percorso artistico e umano.

Con Paolo e la Seahorse invece le cose come vanno ? La sua produzione sembrerebbe aver dato degli ottimi frutti.

Paolo Messere fa parte di quelle importanti persone che si sono ritrovate nella nostra scia condividendo oggi con noi la creazione di questo nuovo disco, affiancando il nostro stato d’animo e venendo incontro alle nostre scelte stilistiche. Diciamo sempre che è stato l’uomo giusto al momento giusto. A noi piace condividere la nascita di ogni nostro lavoro, dal concepimento alla produzione, con delle persone diverse fra di loro ma che abbiano in comune con noi il vivere la musica con una rilevante attitudine spirituale.

Tornando un attimo a parlare di Fiumedinisi, dentro vi ho scorto moltissime cose. Cantautorato, post-rock, noise, ambient. Per questo non posso non chiederti con quali ascolti siete cresciuti e quali continuate a perpetrare attualmente.

Ascoltiamo davvero tanti dischi, ma una componente fondamentale dei Marlowe è l’attrazione per l’arte in generale, oltre alla musica ognuno di noi ama la letteratura, il cinema d’autore, la pittura, la fotografia quindi nelle nostre canzoni troverai Ingmar Bergman, Jackson Pollock, Karl Lagerfeld, Diamanda Galàs.

Qual'è il pezzo della vostra ultima prova al quale sei più affezionato ? E quello che cambiereste e del quale non siete soddisfatti ?

Siamo legati indistintamente a tutte le nostre creazioni. La nostra composizione è stata da sempre molto scrupolosa. Ci accorgiamo se quell’idea ci soddisfa e se può rimanere immortale nelle nostre menti e non deteriorarsi nel tempo, da lì una canzone viene accettata e curata oppure adagiata nella stanza dei ricordi.

La vostra è una musica calda che attanaglia, spinge verso l'alto, fa sognare ed emoziona. Per questo vorrei chiederti grosso modo per voi cosa rappresenta il fare musica e cosa vi ha spinto ad avvicinarvi ad un’ arte così "difficile" (sopratutto in Italia)?

Scrivere per noi è vitale, siamo delle anime molto complicate e tormentate quindi la necessità di vomitare delle sensazioni è fondamentale e non importa se facciamo parte di una nazione così saccheggiata da ogni forma d’arte. Scriviamo per il nostro star bene, per condividere delle emozioni e per avere pochi attimi per voltare le spalle a questo indegno mondo che ci ospita.

Secondo te una band italiana da tenere d'occhio ? Ed una straniera?

Rispondo per quella straniera, non vogliamo farci nemici…: The National. Credo che loro hanno trovato la chiave per arrivare ad un pubblico variegato e vasto mantenendo la propria personalità a livelli di grande stima.

Oltre a continuare la promozione del vostro ultimo lavoro, quali sono le vostre intenzioni per questo nuovo anno ? Avete del materiale già pronto per un prossimo disco ? Altri progetti ? Cambiamenti in vista? Insomma la solita domanda sul futuro in chiusura...

Stiamo portando in giro il nuovo disco e ci stiamo godendo un po’ di sane date live, un po’ di rock’n’roll ci vuole, a breve uscirà il video di una canzone per “Fiumedinisi” e nel contempo stiamo già arrangiando nuovi pezzi e pensando di certo ad un nuovo disco.

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