giovedì 10 aprile 2014

Gouton Rouge - Intervista al sangue

La musica devi sentirla sulla pelle, deve diventare carne, cibo per l’ascoltatore.
Semplicità, epidermica schiettezza, giovinezza, disillusione, lamette, imperfezione.
Gouton Rouge: un errore di battitura ed ecco Dario, Eugenio, Francesco e Michele, da Busto Arsizio since 2008, alle prese col suono, con gli strumenti, con il primo disco ufficiale.
Ascoltate "Carne" (qui la nostra recensione) e…take a look!



I: Prima domanda, fondamentale: siete tutti onnivori o qualcuno è passato al lato oscuro della dieta? A prove terminate, lo spuntino è a base di panino con hamburger o si opta per l’insalata con pomodorini e germogli di soia?
N.B. nessun vegano o vegetariano deve risentirsi post-lettura della domanda.

Siamo tutti onnivori e qualcuno di noi ha anche un po’ di buzza da quanto mangia.
A dire il vero non abbiamo mai pensato allo spuntino a fine prove, grazie per il suggerimento, quindi per ora ci limitiamo ad un bicchiere della nostra bevanda preferita, il Chinotto, e ad una sigaretta.


I: L’incipit di Pavese, che precede la presentazione del disco (tratto da La Luna e i Falò), rappresenta chiaramente la condizione umana alla ricerca di certezze, di “radici”, dopo la scoperta e l’accettazione delle diversità, nell’unicità di una specie logorata e presa a schiaffi dalla storia, attraverso un riscatto che “duri più che un comune giro di stagione” .
La musica è il vostro riscatto o la vostra alternativa?

Se rispondessimo che il nostro lavoro è una forma di riscatto forse suonerebbe troppo ambizioso e da spavaldi. Se vuoi questo disco è uno dei pochi mezzi che abbiamo avuto a disposizione per dare concretezza a quel che siamo (stati).

I: De Gregori cantava di “Carne umana per colazione”, gli Afterhours di “Carne Fresca”, Mina di “Carne Viva”, gli Albedo c’hanno dato “Lezioni di Anatomia” e poi arrivano i Gouton Rouge, nati per giunta da un errore di battitura. Voi lasciate che ogni attributo venga zittito, che il sostantivo “Carne” si presenti così, netto, solitario ed incisivo, senza troppi fronzoli, all’ascoltatore. Avete scelto il titolo prima o dopo aver “plasmato” i brani?

Abbiamo scelto il titolo del disco una volta entrati in studio, il secondo o il terzo giorno di registrazione se non addirittura il penultimo giorno. Lo stesso vale anche per i titoli delle canzoni. Abbiamo seguito il criterio della semplicità o se preferisci, dell’immediatezza, perché i brani dell’album sono veloci e senza troppe sbavature e quindi ci servivano dei titoli che ne rispecchiassero la natura. Comunque è piaciuto quasi a tutti fin da subito il nome “carne” per il suo essere polisemantico.

I: Come al solito la V4V punta e fa centro, vincendo spessissimo la scommessa. Ma prima di questa produzione avete già tentato una collaborazione con Apash Twenty Twelve (Fabio Platini). Collaborare con qualcuno o qualcosa (un progetto musicale, ad esempio), è un’idea che potreste ripetere, che vi interessa?

Certo, il disco inoltre contiene già diverse collaborazioni:
Apash canta durante "Discese" e nel finale di "Ancora" insieme a Gabriele de Il Fieno, che inoltre canta una breve parte di "Vicoli". MORTO. ci ha dato una mano in diverse parti urlate, quindi "Discese", "Vicoli," "Immobile".
In ogni caso sì, è sempre un piacere collaborare con gente che ci piace e continueremo a farlo.

I: Siete molto giovani, non mi sorprende però che abbiate del talento e che vi diate da fare con la musica.
Vivete a Busto Arstizio, compaesani di un gigante-buono dell’hip hop italiano: Egreen. Siete mai stati ad un live hip hop?

Beh, grazie per i complimenti prima di tutto. Tutti assieme non siamo mai stati ad un concerto hip hop, ma alcuni di noi sono stati a concerti di artisti hip hop.
Nei nostri ascolti comunque rientrano big della scena internazionale come Kanye West e Jay-Z, poi ci piace molto Dalek e di recente abbiamo apprezzato molto i lavori di Mecna e dj Mike & Rancore.

I: La vostra musica m’è parsa senza presunzione. I suoni sono acerbi, i testi diretti; no perifrasi, no timidezza lessicale. Carnalità e spiritualità si fondono nell’ingenuo svolgersi delle sofferenze, delle malinconie, delle negazioni, delle opportunità. Avete un obiettivo? Dove volete che la musica vi porti, oltre a fungere da piastrine per l’epidermide ferita?

Come molti artisti vorremmo poterci esibire e divertirci di fronte a più gente possibile e ci piacerebbe lasciare anche un segno, anche di piccole dimensioni, nella scena musicale italiana. Ci piacerebbe senz’altro che i nostri pezzi comunichino veramente a chi li ascolta, quindi che vengano fatti propri dalla gente (tanta o poca che sia).

I: È stato recentemente pubblicato il video di “Attratti”: traccia n1 del Disco. L’amore, la relazione amorosa, è presentata come una partita a scacchi tra due personalità nude, letteralmente, che si dissetano di complicità nel silenzio del dubbio, tra rabbia e stasi, umide di attrazione. Metafore assolutamente non maliziose raccontate in una storia dai colori pastello.
Come replichereste ai Buggles che cantavano “video killed the radio star”? Qual è il giusto equilibrio fra musica e immagine/video/apparenza/estetica?

In realtà  la partita a scacchi non è solo metafora di una relazione di coppia, ma dell’intera vita, che spesso si gioca sulla contrapposizione e distinzione tra femminile e maschile. I colori rosa e azzurro vogliono rendere visibile e accentuare questo scontro alimentato, a nostro avviso, solo da apparenti differenze.
Non a caso la partita si conclude in parità con due pedoni bianchi, colore neutro.
L’equilibrio giusto.
Il giusto equilibrio tra musica/video/apparenza/estetica dipende da gruppo a gruppo, i Buggles, così come ora gli Hot Chip non potrebbero vivere senza la propria estetica.
Il video è una forma di espressione molto diversa, la quale può raccontare cose diversissime rispetto alla canzone (il testo di Attratti parla di tutt’altro infatti), tuttavia sono due modalità espressive complementari che si amplificano a vicenda.


I: Più che chiedervi, in conclusione, quali progetti avete per il futuro chè suona sempre come “fiatosulcollo”, vi chiedo se avete intenzione di girar un po’ con i live, se vi interessa organizzare un vero e proprio tour, se preferite rimanere in sala prove perché il disco è lì e chi vuole può comprarlo, insomma.
Dai, diteci un po’ che volete fa’ in questa primavera-estate, vacanze escluse.

Suonare, ovunque sia possibile, per adesso abbiamo qualche concerto in zona nostra e stiamo cerchiando di chiudere qualche data al sud per quest’estate. 

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