martedì 6 dicembre 2016

Brianza strumentale: quattro chiacchiere coi La Macchina di Von Neumann

Incontro i La Macchina di Von Neumann (Davide e Francesco alle chitarre, Stefano al basso e Samuel alla batteria) dopo il loro concerto al Circolo Agorà di Cusano Milanino, e fra tizi sospetti seduti in automobile, citazioni di Francesco Burdin, parole ardite ed acerrimi nemici è uscito fuori quanto segue. Poi non fate le persone brutte e se non li conoscete andateveli ad ascoltare, eccheccazzo.

Quando e come si è formata la band?

D: Ci siamo formati nel 2014, inizialmente eravamo io e Francesco ed abbiamo cominciato in due a scrivere i primi pezzi, poi da agosto abbiamo iniziato a provare con la formazione al completo ed a limare le idee che erano uscite in precedenza. A dicembre abbiamo fatto uscire il nostro primo ep ed il 17 gennaio 2015 abbiamo esordito  live all’Amigdala Theatre di Trezzo Sull’Adda. A dicembre 2015 abbiamo fatto uscire Buona Musica, il nostro nuovo ep, ed al momento non abbiamo intenzione di farne uscire altri per concentrarci sull’uscita di un album…cercando di fare qualcosa che non rompa le palle alla gente per 40 minuti, cosa non facile quando fai musica strumentale!

Conosco una band di Roma chiamata Vonneumann, vista la similitudine mi vien da chiedervi: cos’ha di così particolare Von Neumann per essere diventato così citato dalle band strumentali del paese?

F: Io e Samuel abbiamo studiato informatica, ed anche Davide a grandi linee si occupa di quello: all’università la macchina di Von Neumann era una cosa che si finiva per studiare spesso, visto che è la base del calcolatore moderno. Stavamo valutando un po’ di nomi, io ho sparato La Macchina Di Von Neumann ed ha fatto presa…anche se non subito.
St: C’era un altro forte candidato prima, The Utopia Experiment.
F: Ci infastidiva un po’ il fatto che fosse un nome inglese, e volevamo rimanere si qualcosa nella nostra lingua. Alla fine ci siamo anche un po’ stancati di pensarci ed è rimasto La Macchina Di Von Neumann.
Sa: Von Neumann comunque è un personaggio importante, ha lo swag!
D: E’ uno che, tanto per dire, ha collaborato al progetto per la creazione della bomba atomica.
St: Infatti qualcuno ci ha detto “vi chiamate Von Neumann, siete cattivi allora!”

Su facebook definite il vostro genere “musica strumentale per punk di lusso”: come vi è saltata in mente questa definizione?

D: Prima di quello in realtà eravamo “musica strumentale per casalinghe annoiate”, una di quelle cazzate nate parlando di niente e che alla fine ti rimangono in testa.
Sa: Con influenze e genere musicale “Heater Parisi”.
D: Heater Parisi che ringraziamo sul nostro bandcamp tra l’altro. La nuova denominazione è nata quando abbiamo cominciato a provare un brano ancora senza nome, che facciamo anche live, e visto che una volta in sala prove l’abbiamo fatto alla Blink 182 è nata questa cosa dei punk di lusso.
St: Ci scherziamo sopra perché alla fine siamo gente tranquilla, vediamo in giro gente che è veramente hardcore mentre noi siamo dei borghesi…a parte Francesco, che stasera si è aperto un dito mentre suonava ed ha insanguinato la chitarra quindi è molto punk!

Mi incuriosiva molto la decisione in un pezzo del primo ep, Breda, di svoltare all’improvviso verso il jazz. E’ una cosa nata improvvisando in sala prove?

F: E’ una cosa nata da me, visto che il pezzo era un po’ corto e volevamo allungarlo in qualche maniera ho provato a proporre la svolta jazz! Abbiamo provato, ci piaceva ed a quel punto abbiamo pensato che potesse starci  anche un sax. Un nostro compagno di università, Jacopo, lo suonava e così lo abbiamo chiamato, e lui ha veramente improvvisato visto che ha fatto giusto quattro take e l’ha registrato sul disco.
D: Ci ha anche aiutato perché l’ultima parte del pezzo l’ha scritta lui! Era anche il primo periodo in cui suonavamo assieme e ci siamo fatti influenzare da un gruppo di nostri amici, i Carlito’s Porno Trio, che fanno tutte questi cambi di genere matti: l’idea ci piaceva, così abbiamo deciso di farlo anche noi ed abbiamo visto che ci stava bene.

Avete anche fatto un ep comprendente due remix di un vostro brano, Tale Edro Shin Tone, come vi è venuta questa idea?

D: E’ stato un esperimento. A parte l’intro, in cui c’è Von Neumann che parla preso da un’intervista su youtube di  43 minuti che è la nostra grande fonte d’ispirazione, il resto è il tentativo di vedere come sarebbero i nostri pezzi se facessimo gli Aphex Twin della situazione.
F: E’ un po’ ardita come dichiarazione!
St: L’idea era anche quella di far uscire qualcosa per tenere alta l’attenzione, visto che non facevamo niente di nuovo da un po’.
D: Un remix l’ho fatto io, dell’altro si è occupato Enrico Alamia, un mio ex compagno di studi che fa drum’n’bass ed abbiamo coinvolto proprio perché faceva cose differenti dalle nostre.

In Segmentation Fault sento qualche eco dei Russian Circles: quali sono le vostre principali influenze?

D: Li conosciamo poco in realtà.
F: Per quel pezzo, in cui ho dato una mano in fase di scrittura, mi sono ispirato in parte ai Maybeshewill ed in parte, per il ritmo della batteria in un certo punto, ai Fine Before You Came…e per quest’ultima cosa Samuel mi insulta, sostiene che si senta che è una parte di batteria non scritta da un batterista! Dire delle influenze precise è comunque difficile, perché il progetto è nato proprio attorno al fatto che ascoltavamo tutti cose diverse.
D: Io e Francesco ascoltiamo più post rock, ma non ci piace limitarci a quello. Facciamo musica strumentale perché è ciò che ci lascia più liberi di sperimentare e di suonare quello che riusciamo ad inventare…e nel caso non ci riusciamo ci mettiamo sotto ed impariamo!
St: Quello che ascoltiamo non è fondamentale in quello che facciamo, ma può essere funzionale al progetto.
F: Io ho visto poi la presenza del cantante sempre come un vincolo.
D: Il nucleo iniziale dei brani l’ho scritto io, poi li abbiamo rivisti tutti insieme in sala prove trasformandoli in una cosa nostra, ma da chitarrista non riuscivo ad immaginare una voce sui pezzi che avevo scritto.
Sa: Non volevamo limitarci ad una struttura dei brani con strofa, ritornello, bridge, cosa che con un cantato diventa quasi automatica, mentre in questa maniera riusciamo ad esprimerci meglio.
D: Non trovavamo in quel periodo oltretutto nessuno  che ci interessasse a livello vocale nella nostra zona, e piuttosto che prendere una voce solo per fare numero abbiamo preferito continuare con la composizione attuale.
St: Ci sono molte band strumentali fra l’altro nella nostra zona, forse è dovuto alla penuria di cantanti bravi!

Ho visto che non avete un etichetta, è una scelta che volete portare avanti quella di autoprodurvi  in libertà o qualcosa cambierà in futuro?

D: In questo momento non sentiamo l'urgenza di lavorare con un produttore, anche se sicuramente potrebbe aiutarci a sbrogliare alcuni punti sui quali capita di trovarci in difficoltà quando scriviamo i pezzi. Senz'altro ci penseremo per il futuro, ma per ora preferiamo mantenere la nostra autonomia, anche perché la scelta del produttore non può essere fatta a cuor leggero.
F: Trovare un’etichetta non è tra le nostre priorità, stiamo più che altro cercando un’agenzia di booking visto che nell’ultimo anno abbiamo suonato meno di quanto vorremmo. Purtroppo non è facile trovarne una.
St: Come registrazione siamo abbastanza autonomi, visto che se ne occupa Davide.
St: Non siamo gente che intasa le mail dei locali chiedendo di farci suonare, siamo poco attivi da questo punto di vista, ed è il motivo principale per cui cerchiamo qualcuno che lo faccia per noi.
D: Abbiamo conosciuto Simone Castello di Costello’s a marzo al Pending Lips festival e quello che facciamo gli è piaciuto, ci sta trovando qualche data in giro come quella di stasera all’Agorà od al Tambourine di Seregno e la cosa non può che farci piacere.
So che avete collaborato anche con qualche realtà della vostra zona come Concertini Di Musica Brutta e Cosmea Music.
D: Con Concertini abbiamo avuto un ottimo rapporto, sia noi che molte band della nostra zona, anche se per motivi vari la cosa non è proseguita. Siamo riusciti a fare molte date e ad avere alcune interviste, soprattutto nel 2015.
F: Cosmea Music invece è un progetto che è nato dai Fractal Reverb, un’altra band della nostra zona, e consiste in pratica in una pagina su Facebook con cui si cerca di condividere date fra vari gruppi. Sono uscite un paio di date grazie a loro, una con gli stessi Fractal Reverb alla Casa Occupata Gorizia di Milano ed un’altra al Joe Koala nel bergamasco con i While Sune Ends, altra band che è iscritta al gruppo e che ci ha chiesto di aprire al loro release party.

Ho visto che avete suonato con alcune band molto interessanti come Valerian Swing o Lago Vostok: ce n’è qualcuna in particolare fra queste o fra quelle che gravitano nella vostra zona che vi ha colpito particolarmente?

D: Il primo gruppo che mi viene in mente sono i Fitzcataldo, che hanno appena fatto uscire un ep e stanno per partire in tour in tutta Italia, sono della nostra zona ed abbiamo con loro un buonissimo rapporto. Un’altra band sono i Brain Distillers Corporation, che si definiscono southern rock ed in cui suona Frank, ovvero colui che ci ha aiutato nelle registrazioni della batteria dell’ultimo ep e batterista anche dei Carlito’s Porno Trio, altra band meritevole.
St: Anche L’era Del Bantha, i Maledetta Dopamina…sono tutte band della nostra zona con cui capita di suonare e con cui ci troviamo bene anche a livello umano. Poi ci sono anche i La Sindrome Della Morte Improvvisa, i nostri acerrimi nemici!

Ultima domanda: l’avete poi scoperto il segreto della stracchinata avvolgente? (Per informazioni ascoltare l’incipit della seconda traccia di Buona Musica, “Ecco appunto”)

D: Evidentemente no visto che stiamo cercando un’agenzia di booking!
Sa: Diciamo che il succo del raviolone della stracchinata avvolgente è il magna magna, quando c’è qualche band che arriva da qualche parte non per meriti propri.
D: Che poi qualche parte non si intende San Siro, ma tipo dei circoli Arci normalissimi. Band che per qualche motivo aprono a qualcuno di famoso, hanno un’etichetta che li segue, un booking dietro, eppure non hanno assolutamente niente che ti rimanga impresso. Poi scopri che ci sono tutti agganci e scambi di favori dietro, che sarebbero validi nel momento in cui proponi almeno qualcosa di meritevole ma purtroppo la qualità non è più un discrimine da questo punto di vista.

Sa: Per fortuna noi su questa cosa ci scherziamo sopra e non ce la prendiamo comunque, è inutile farsi il sangue cattivo per così poco.




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